centri sportivi sicuri

I centri sportivi sono sicuri? Domande e risposte

I centri sportivi stanno combattendo una battaglia per restare aperti dopo che le parole del nostro premier, hanno suonato un po’ come il “predicozzo” che si fa al più ribelle della scuola. Rimandati a settembre? No, in questo caso al 25 ottobre ma noi, piuttosto che alzare la spalle dall’ultimo banco in attesa della campanella, abbiamo deciso di salire sulla cattedra e sostenere l’interrogazione fino alla fine.

Abbiamo fatto per voi l’interrogazione ai centri sportivi. Ah è ovvio, i voti dateli voi!

Ecco 6 domande e risposte ai dubbi in merito alla sicurezza

  • Perchè il decreto del 13 ottobre ha riconosciuto la sicurezza dei centri sportivi dilettantistici?

Allenarsi è sempre una cosa salutare ma in tempi di pandemia dobbiamo stare più attenti a come lo facciamo: ecco perché la presenza di un protocollo che è stato emanato direttamente dal Ministero dello Sport ci mette in mani più sicure. I centri sportivi, infatti, per poter riaprire a giugno, hanno dovuto adeguare spazi e attività alle linee guida del protocollo ministeriale del 17 maggio. Alle associazioni e società sportive dilettantistiche, è stato dato l’ok da parte del Dpcm del 13 ottobre in quanto l’allenamento avviene in uno spazio controllato, sia nel numero sia nel flusso di persone (il percorso che lo sportivo, da quando entra a quando esce dal circolo).

  • Il protocollo di sicurezza può davvero arginare il contagio da COVID 19?

Il protocollo può farlo, ma solo con la collaborazione di tutti coloro che frequentano i centri sportivi. Il protocollo si basa su linee guida che sono state proposte dalle associazioni e gli enti del settore al Ministero che, sentendo il parere del CTS, lo ha validato ed emanato, motivo per cui presenta tutte le modalità di prevenzione e contrasto al COVID -19. Se queste regole sono osservate, il rischio contagio è quasi azzerato: inoltre molti centri sportivi, tra cui il Forum, si sono dati anche delle regole in più che il protocollo non prevedeva come obbligatorie.

Il Forum, in particolare, segue il protocollo ANIF EuroWellness, l’Associazione di categoria di riferimento per il Ministero della Salute, un protocollo che ha adottato delle regole più ferree rispetto a quelle imposte a tutti: distanza di 2,5 metri, superiore ai 2 metri richiesti, misurazione obbligatoria della temperatura, mascherina obbligatoria sempre (tranne durante l’esercizio fisico) ecc.

  • Perché seguire un protocollo abbassa il rischio?

Come dicevamo, è importante che chi frequenta il club stia attento al rispetto del prossimo, un principio che fa parte della stessa etica sportiva: essere tutti attenti a mantenere distanza, indossare mascherina, rispettare la segnaletica, sono la prevenzione più efficace contro il COVID 19. E’ stato infatti dimostrato che i contagi aumentano nei luoghi esenti da protocollo: a casa con i familiari, alle feste con gli amici, la sera, assembrati davanti ai locali della movida, insomma negli spazi non controllati.

  • Chi controlla l’applicazione del protocollo?

La presenza dello staff, in particolar modo degli istruttori, è garanzia del rispetto delle regole: questo perché in sala pesi, come nelle sale corsi, è necessario sanificare panche, attrezzi grandi e piccoli ad ogni utilizzo e il trainer controlla proprio che questo accada facendo chiaramente leva sul senso di responsabilità che la maggior parte delle persone che frequentano un centro sportivo possiede. Ognuno di noi deve invitare l’altro ad usare il buon senso e rispettare le piccole e semplici indicazioni che il dovere civico ci impone.

  • Perché fare sport in pandemia è consigliato anche da medici e virologi?

Ci sono diversi studi effettuati in Gran Bretagna e negli USA che dimostrano come le palestre sono luoghi sicuri, a basso contagio. Alcuni di questi si sono spinti oltre: consigliando di prevedere programmi di attività fisica in caso di future pandemie. Perché?

Fare sport può essere, se praticato in sicurezza, un coadiuvante nella lotta al COVID- 19: le malattie che aggravano il quadro clinico di un malato di coronavirus e che rendono il virus particolarmente aggressivo sono le stesse che possiamo prevenire con l’attività fisica. Parliamo di diabete, obesità, tumori, ipertensione, tutte patologie che possono essere prevenute con la diffusione dell’attività fisica tra la popolazione.

  • Lo sport ci protegge anche dalle influenze e dal Coronavirus?

I coronavirus, come ormai abbiamo imparato a conoscere, sono dei particolari virus del raffreddore: esistono molte ricerche che hanno dimostrato come l’attività fisica ci protegge da molti virus influenzali e dal raffreddore perché rafforza le nostre difese immunitarie. Il Coronavirus è stato definito dal dottor Robert Sallis, un medico intervistato sulla rivista dell’IHRSA, la “malattia dell’inattività”: la sedentarietà infatti ha un forte impatto sulle malattie preesistenti che aumentano anche il rischio di un Covid-19 grave.

Paradossalmente le persone più a rischio COVID sono quelle che avrebbero più bisogno di muoversi…

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