I rischi della sedentarietà nei bambini

Molto spesso si lamenta come “i giovani d’oggi” siano meno attivi di quelli delle generazioni precedenti e sempre più soggetti alle conseguenze negative di uno stile di vita sedentario. Se ne parla spesso, ma quasi mai fornendo una panoramica completa sul problema, individuando cause, significati e rimedi a un problema sempre più serio.

Cosa si intende per sedentarietà

Propriamente la sedentarietà è quella condizione di chi svolge un movimento fisico minimo o addirittura nullo. Applicato ai bambini è lo stile di vita sempre più radicato negli ultimi anni, per il quale i bambini non svolgono nessun tipo di attività che li veda impegnati dal punto di vista fisico. Quando si parla di attività fisica nei bambini è bene ribadire come si fa riferimento a qualsiasi tipo di sport e disciplina, ma anche e soprattutto al semplice gioco, specialmente di gruppo, che negli anni è andato sempre più scomparendo.

Come tutti i fenomeni sociali anche quello della sedentarietà nei bambini ha diverse cause ed è riduttivo e sbagliato individuare una sola causa. Non è certo colpa, come troppo spesso si dice, della tecnologia, anche se inevitabilmente anch’essa ha contribuito a favorire le condizioni per cui oggi i bambini si muovono poco o non si muovono affatto e quando capita, troppo spesso, lo fanno anche male.

Mediamente la giornata tipo di un bambino è quella che va dal letto al banco di scuola passando per il sedile della macchina (o dello scuolabus) e viceversa e come uniche tappe intermedie conosce solo quelle della scrivania per fare i compiti o del divano per giocare alla console e guardare la TV. Non c’è spazio per alcun tipo di movimento e anche l’ora di educazione fisica che dovrebbe svolgere a scuola è troppo spesso destinata ad altro o comunque incapace di risultare incisiva. Se a questo problema “familiare” e “scolastico” aggiungiamo anche quello “sociale” per cui oggi, a differenza del passato, i bambini non giocano per strada e in questo specifico periodo storico non possono nemmeno condividere gli spazi comuni, appare evidente la drammaticità di questo immobilismo.

I numeri del problema

Per comprendere meglio la diffusione e le problematiche annesse a questo problema è utile analizzare quanto riferito nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Qui si legge come “‘80% degli adolescenti non sono sufficientemente attivi fisicamente”. A questa fotografia segue un’iniziale terapia per cui “I bambini sotto i cinque anni devono trascorrere meno tempo seduti a guardare gli schermi, devono dormire meglio e avere più tempo per giocare se vogliono crescere sani“. Perché tutto questo? Perché la sedentarietà provoca un aumento dell’obesità e dei problemi cardiovascolari, maggiori fenomeni di depressione e lo sviluppo di tutta una serie di patologie e condizioni che inficiano lo sviluppo psicofisico del bambino. Questi effetti mostrano tutto il loro effetto già durante l’infanzia e l’adolescenza, ma i bambini ne porteranno i segni anche quando diventeranno adulti. Anche per questo è fondamentale intervenire immediatamente.

Alimentazione e attività fisica: una forbice sempre più ampia

Quando si parla di attività fisica per contrastare i rischi della sedentarietà nei bambini, come abbiamo detto, non si fa riferimento all’educazione a tanti piccoli body builder. L’attività fisica è quella adeguata alle rispettive fasce d’età e prevede innanzitutto il gioco come dimensione fisica, sociale, psicologica ed educativa nella quale crescere in maniera sana. Parallelamente vi è tutto il discorso sull’alimentazione. I bambini sedentari, che quindi trascorrono molto tempo in casa, acquisiscono tutta una serie di vizi e disordini alimentari che compromettono il loro sviluppo. Il fenomeno dell’obesità è probabilmente solo la punta dell’iceberg, ma legati a esso (anche nei casi di bambini che tecnicamente non sono sovrappeso) ci sono tutti quei problemi legati alla circolazione del sangue, all’attività cardiovascolare e polmonare, che non possono essere trascurati. Un’alimentazione disordinata e che risponda solo agli attacchi di fame e a base di merendine o cibo spazzatura, non può che incidere negativamente sulla crescita dei bambini.

Il problema non è solo l’assenza di attività fisica, ma anche il parallelo disordine alimentare. I due fenomeni sono strettamente legati e le lame di questa forbice sono sempre più aperte e tendono a spezzarsi, corrompendo lo sviluppo motorio e psicologico dei bambini. Per questo motivo L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda un divieto assoluto per i bambini fino ai due anni di “restare fermi davanti a uno schermo” e per quelli fino ai quattro anni la raccomandazione per i genitori di non lasciarli mai “per più di un’ora a guardare passivamente lo schermo televisivo o di altro genere, come cellulari e tablet”.

Consigli utili per contrastare un fenomeno diffuso

Come aiutare, quindi, i bambini a non essere sedentari e a non subire le conseguenze negative di questo stile di vita? È evidente come il ruolo dei genitori sia più che mai fondamentale, specie in quelle situazioni dove la scuola e la società non riescono a essere d’aiuto.

I primi dodici mesi

Nel primo anno di vita l’indicazione per contrastare la sedentarietà infantile è quello di favorire che i bambini svolgano più volte al giorno esercizio fisico. È normale che i neonati passino più della metà della loro giornata dormendo (dalle 14 alle 17 ore al giorno), ma nei momenti in cui sono svegli, soprattutto dopo i primi mesi, è importante evitare che restino sempre immobili.

Fino ai due anni

Dopo il primo anno di vita l’attività fisica dovrebbe essere di almeno tre ore al giorno, spalmate il più possibile nel corso della giornata. Non, quindi, tre ore consecutive, ma una routine che alterni momenti di gioco e attività a quelli di riposo.

Dai due ai quattro anni

Le abitudini acquisite devono essere mantenute anche negli anni successivi, fino almeno all’età della scolarizzazione, quando il bambino acquisirà altri ritmi e l’attività fisica andrà rimodulata. È importante ricordare come l’attività fisica dei bambini deve essere innanzitutto divertente e piacevole per i più piccoli che, crescendo, devono imparare a considerarla familiare e indispensabile per il loro benessere.

Non vediamo l’ora di poter accogliere di nuovo i nostri piccolissimi soci!

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